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lunedì 19 settembre 2011

Pensieri liberi... Mancini, Gasp e Federico Buffa

Mancini si è lamentato per la carenza di alternative in mezzo al campo. Immediatamente i tabloid inglesi si sono scagliati contro il tecnico italiano e lo hanno ribatezzato "il ricco bambino viziato". Il tecnico aveva già sottolineato la ristrettezza della rosa a sua disposizione, arrivando a tesserare Hargreaves l'ultimo giorno di trattative.
Facendo il conto dei soldi spesi in estate, ben 79 milioni di sterline (Sergio Aguero 38 milioni; Samir Nasri 25 milioni; Stefan Savic 9 milioni, Gael Clichy 7 milioni, Owen Hargreaves arrivato a parametro zero) non si può che sorridere alle affermazioni del Mancio. Il suo avversario di domenica, il tecnico del Fulham Martin Jol, probabilmente non ha mai visto una cifra simile....

La sostituzione Forlan-Muntari ha scatenato il popolo nerazzurro. Il messaggio di Gasperini è chiaro. l'Inter fa troppa fatica a centrocampo. Da ormai due stagioni, escluso Poli che è ai box, non è stato acquistato nessuno in quella zona di campo. Motta è spesso infortunati, Cambiasso, Zanetti e Stankovic devono fare i conti con la carta d'identità. Forse al posto dei vari Jonathan, Alvarez e Zarate era meglio puntare su un mediano di sostanza in grado di rinverdire un reparto sulla via del tramonto. Altrimenti cari interisti vi tocca sorbirvi il mai tanto amato Muntari.

Il Napoli può davvero vincere lo scudetto? Con un anno di esperienza in più e alcuni interessanti innesti la squadra di Mazzarri può lottare tranquilamente con le milanesi. Si diceva che Cavani non avrebbe ripetuto la stagione scorsa, che è più difficile confermarsi, che ormai le avversarie conosco il gioco di Mazzarri, invece...
Degli azzurri sorpende la freschezza fisica e la capacità di ribaltare l'azione. Avevo dubbi sulla capacità di Inler di integrarsi in una squadra abituata a giocare con due corridori in mezzo al campo. Lo svizzero invece ha aumentato il livello qualitativo del centrocampo azzurro, senza modificarne l'equilibrio.

Dispiace che un giornalista serio, competente come pochi e in grado di regalare analisi sempre originali come Federico Buffa abbia deciso di lasciare Sky calcio show. L'Avvocato è comunque un numero uno. Per fortuna c'è youtube.

sabato 12 febbraio 2011

Rooney si sveglia nel giorno più atteso

E' stato un bellissimo derby all'Old Trafford, deciso da una prodezza di Wayne Rooney. Proprio lui, l'attaccante più atteso ma meno incisivo di questa stagione. Rooney ha scelto la partita migliore per tornare quel cecchino infallibile ammirato nella scorsa stagione. Lo ha fatto in un modo spettacolare con una rovesciata difficile e bellissima.

Minuto 78': risultato fermo sull' 1 a 1, il City sta crescendo e conquistando metri. Nani, autore anche del primo gol dei red devils, fa partire un cross dalla destra sul quale Roo si avventa. E' il gol dell'anno. Lo sarà sicuramente, perchè bellissimo stilisticamente e fondamentale nella corsa al titolo.

La partita aveva regalato fino a quel momento un piacevole spettacolo. Meglio il City in avvio con Silva che dopo pochi minuti spreca una ghiotta occasione per passare in vantaggio. Lo United però è un diesel e con il passare dei minuti inizia a carburare. Al 41' Nani firma il vantaggio. Rilancio lungo di Van der Sar, Rooney salta con Kompany, la palla arriva a Giggs che serve Nani nel taglio. Il portoghese stoppa bene e si presenta davanti a Hart. Il suo piatto sinistro finisce in fondo al sacco.

Nella ripresa Mancini prova a cambiare qualcosa. Inserisce prima Wright-Phillips, poi Dzeko. I due sono protagonisti dell'azione del pareggio. L'attaccante ex Wolfsburg raccoglie un cross del compagno e calcia verso la porta, la palla termina addosso a Silva e inganna Van der Sar. E' 1 a 1. 

Il City sembra crederci. Con due attaccanti di ruolo in campo la squadra è più equilibrata e presente in zona offensiva. Al 78' però Rooney inventa la prodezza. Per il City è una mazzata, una punizione forse troppo dura. Il 157° derby di Manchester va allo United. Per la banda Mancini è l'addio al sogno Premier.

giovedì 6 gennaio 2011

Muro City, l'Arsenal non passa

Boring City: è forse questo il miglior complimento che si può indirizzare alla squadra di Mancini dopo il pareggio a reti bianche dell'Emirates. Nel big match della Premier l'Arsenal impatta contro la squadra di Mancini e vede aumentare il distacco dallo United, ancora vincente, ma non convincente.



Il City, con alcune assenze (Kolarov, Balotelli e Silva) e con il neo acquisto Dzeko in tribuna si presenta a Londra con il chiaro intento di portare a casa il risultato a occhiali. Il solo Tevez in avanti, volenteroso ma isolato, difficilmente può impensierire Fabianski. Il portiere dei gunners termina l'incontro senza neppure un parata degna di questo nome. La sconfitta dell'andata, un 3 a 0 pesante e netto, deve aver convinto Mancini che un punto è sempre meglio di nulla. Così il tecnico jesino costruisce una squadra corta e compatta, con due linee molto vicine e stretti, difficili da superare. Ne risente il risultato e lo spettacolo. L'Arsenal ci prova, soprattutto in avvio. Colpisce due pali, tiene possesso palla e iniziativa per tutto il match ma non sfonda. Davvero deludente vedere una squadra, costata in totale 1 miliardo di sterline, affrontare una partita del genere come l'ultima provinciale. Adesso con l'arrivo di Dzeko il City dovrà modificare il suo modo di stare in campo. Magari tenterà anche di giocare a viso aperto in partite del genere. Perché arrivare quarti o terzi non sarebbe sicuramente un risultato da rivendicare. Il City, per la rosa che ha, deve competere per la Premier.



Difficile fare appunti alla squadra di Wenger. L'Arsenal ha interpretato la gara nella giusta maniera, imponendo il proprio modo di giocare e occupando stabilmente la metà campo avversaria. Non si può chiedere a una squadra di snaturare le proprie caratteristiche. Van Persie non è un'attaccante da area di rigore. Preferisce svariare, andare a cercare lo spazio. Ieri sera forse sarebbe servito un centravanti vero. Walcott o Sagna dal fondo hanno messo diversi cross sul primo palo, ma mai un giocatore in maglia bianco e rosso era lì, pronto ad anticipare i difensori citizens. Inoltre ci si poteva aspettare qualcosa di più dalla panchina. Soprattutto Arshavin, entrato per Walcott, non ha lasciato segni sul match. Piccoli dettagli che avrebbero potuto far cambiare una partita che comunque non meritava di finire in pareggio.

mercoledì 10 novembre 2010

Il derby di Manchester

Questa sera City e United si affronteranno nel tanto atteso derby. Al City of Manchester gli uomini di Mancini hanno l'occasione di rompere la striscia di 4 derby persi consecutivamente, ma soprattutto di conquistare 3 punti vitali per la classifica. Un risultato positivo serve per dare un segnale forte a tutta la Premier. La dirigenza ha messo sul mercato tanti dollari per rinforzare la squadra e annullare il gap con le altre grandi. L'operazione sta faticosamente procedendo, anche se nelle ultime settimane non sono mancati gli incidenti di percorso. Il City non è ancora una squadra vera ma passa proprio da gare come quella di stasera la nascita della consapevolezza necessaria per competere ad alti livelli.

Lo United invece, dopo aver ridotto a solo 2 punti le distanze dal Chelsea capolista, è chiamato a ribadire la propria supremazia cittadina. Ferguson sa di avere in mano un giocattolo quasi perfetto, ma ciò non toglie che un derby è sempre una gara particolare. Vuoi per il clima che si crea, vuoi per la voglia dei rivali citizens di mostrare ai cugini di essere finalmente pronti a rimescolare le gerarchie della Premier.

E' la gara del balsone contro gli investimenti, dei trofei contro la voglia di diventare grandi.
Mancheranno alcuni protagonisti attesi. Fuori Rooney e Giggs da una parte, assenti Kolarov e Adebayor dall'altra. Non ci sarà neppure Balotelli, colpito con 3 turni di squalifica dopo la bambinata di domenica scorsa.

Luca Paradiso

sabato 27 febbraio 2010

Old Firm e Chelsea-City nel week end calcistico



Il week-end di calcio internazionale ci regala due sfide dai mille significati. Nelle isole britanniche vanno in scena il tanto atteso Chelsea - Manchester City e Rangers – Celtic: gare attese, cariche di fascino e di spunti di discussione.



A Stamford Bridge arriva il City di Mancini. Un derby tutto italiano tra due allenatori già protagonisti in Italia della stracittadina milanese. I citizens hanno bisogna di un risultato positivo per continuare la rincorsa al quarto posto mentre i blues vogliono sfruttare l'impegno casalingo per mantenere il +4 sullo United. Oltre al dato tecnico la gara attira interesse per la nota questione Terry - Bridge. I due ex compagni di squadra si troveranno di fronte, per la prima volta, dopo la vicenda Perroncel. In settimana il terzino del City ha comunicato che rinuncerà alla nazionale. Un addio ai mondiali che pesa soprattutto per l'indisponibilità quasi certa di Cole, il terzino titolare. C'è curiosità sul modo in cui i due si comporteranno soprattutto a inizio gara quando necessariamente si incroceranno nell'abituale saluto.



A Glascow invece va in scena "la partita". L'Old Firm in Scozia è una religione. Una match atteso tutto l'anno e infarcito di significati extracalcistici. Religione (cattolici contro protestanti) e politica (indipendentisti contro unionisti) si mischiano al fatto calcistico. L’attuale situazione di classifica sembra non lascare dubbi sul risultato. I Rangers sono avanti di 7 punti e non hanno mai perso in casa. È però una classica partita da tripla. Rivalità e storia non lasciano troppo spazio a verdetti scontati.

Luca Paradiso