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lunedì 19 settembre 2011

Pensieri liberi... Mancini, Gasp e Federico Buffa

Mancini si è lamentato per la carenza di alternative in mezzo al campo. Immediatamente i tabloid inglesi si sono scagliati contro il tecnico italiano e lo hanno ribatezzato "il ricco bambino viziato". Il tecnico aveva già sottolineato la ristrettezza della rosa a sua disposizione, arrivando a tesserare Hargreaves l'ultimo giorno di trattative.
Facendo il conto dei soldi spesi in estate, ben 79 milioni di sterline (Sergio Aguero 38 milioni; Samir Nasri 25 milioni; Stefan Savic 9 milioni, Gael Clichy 7 milioni, Owen Hargreaves arrivato a parametro zero) non si può che sorridere alle affermazioni del Mancio. Il suo avversario di domenica, il tecnico del Fulham Martin Jol, probabilmente non ha mai visto una cifra simile....

La sostituzione Forlan-Muntari ha scatenato il popolo nerazzurro. Il messaggio di Gasperini è chiaro. l'Inter fa troppa fatica a centrocampo. Da ormai due stagioni, escluso Poli che è ai box, non è stato acquistato nessuno in quella zona di campo. Motta è spesso infortunati, Cambiasso, Zanetti e Stankovic devono fare i conti con la carta d'identità. Forse al posto dei vari Jonathan, Alvarez e Zarate era meglio puntare su un mediano di sostanza in grado di rinverdire un reparto sulla via del tramonto. Altrimenti cari interisti vi tocca sorbirvi il mai tanto amato Muntari.

Il Napoli può davvero vincere lo scudetto? Con un anno di esperienza in più e alcuni interessanti innesti la squadra di Mazzarri può lottare tranquilamente con le milanesi. Si diceva che Cavani non avrebbe ripetuto la stagione scorsa, che è più difficile confermarsi, che ormai le avversarie conosco il gioco di Mazzarri, invece...
Degli azzurri sorpende la freschezza fisica e la capacità di ribaltare l'azione. Avevo dubbi sulla capacità di Inler di integrarsi in una squadra abituata a giocare con due corridori in mezzo al campo. Lo svizzero invece ha aumentato il livello qualitativo del centrocampo azzurro, senza modificarne l'equilibrio.

Dispiace che un giornalista serio, competente come pochi e in grado di regalare analisi sempre originali come Federico Buffa abbia deciso di lasciare Sky calcio show. L'Avvocato è comunque un numero uno. Per fortuna c'è youtube.

martedì 19 aprile 2011

Deluse... la Coppa Italia è per voi

Sarebbe bello e affascinante se la Coppa Italia avesse il fascino della Fa cup e bastasse per confermare un tecnico anche per la prossima stagione (vedi Mancini al City). Purtroppo non è così. Sarà colpa della formula e della tendenza del nostro calcio, e di chi lo dirige, a snobbare tutte le competizioni diverse dalla Champions (salvo poi fare le figure che ben conosciamo). Solo il fallimento degli obbiettivi primari ha reso interessanti le semifinali di quest'anno. Inter e Roma è la la sfida delle deluse, tra chi ormai può chiedere ben poco alla stagione. Le due squadre che hanno battagliato gli ultimi campionati si trovano quest'anno, ad aprile, con poco da chiedere alla stagione in corso. E la Coppa Italia diventa una dolce consolazione. In fondo è sempre un “titulo”.



L'andata di questa sera ha visto la vittoria fuori casa dell'Inter grazie a una rete di Stankovic. Ipoteca sulla finale? La Roma può, lo ha già fatto, vincere a San Siro. I giochi quindi rimangono aperti.

La stagione delle due però, con la delusione a fare da comun denominatore, è un pizzico differente. L'Inter ha messo in bacheca due coppe, ha tentato, per poco non ci è riuscita, di rivaleggaire con il Milan e ha raggiunto i quarti di Champions. Non proprio un fallimento. Squadra bollita, spremuta, da rifondare. Se ne sono sentite molte. La verità è che i nerazzurri avevano abituato bene e anche una stagione negli standard diventa un fallimento. La Roma invece ha toppato la stagione. Ormai fuori anche dai primi quattro posti può rallegrarsi solo per il sopirato passaggio di proprietà. Due deluse si, ma i giallorossi un po' di più. E la Coppa Italia, quel sorteggio beffardo, le ha messe di fronte. Una contro l'altra. Per chi passa c'è la finale, per l'altra il premio di super delusa. Non dimentico la Juventus, altro grande fallimento stagionale. Magari avessero organizzato un trinagolare... Roma, Juve, Inter... ma il regolamento non lo permette.

mercoledì 6 aprile 2011

La disfatta nerazzurra

Tutto in tre giorni, 180 minuti per indirizzare una stagione verso il tanto vituperato “zero tituli”. Fino a venerdi sera l'Inter era la squadra più in forma, candidata principale a mettere le mani sul prossimo scudetto e quasi sicura semifinalista della Champions League. Milan e Schalke 04 sembravano ostacoli superabilissimi. La rincorsa targata Leonardo, la qualificazione contro il Bayern Monaco, il recupero di tutti gli eroi della scorsa stagione erano segnali chiari di un destino ormai deciso. Invece è successo l'irreparabile. Non tanto perchè sono arrivate due sconfitte, ma perchè le batoste subite da Milan e Schalke hanno ridimensionato ogni ambizione. Si può perdere per episodi negativi, ma subire 8 reti nelle due gare decisive significa salutare ogni ambizione. Soprattutto il 2-5 in Coppa rende impensabile e utopico un passaggio del turno.


La sconfitta contro il Milan aveva evidenziato una squadra disorganizzata, disunita, incapace di mettere sul campo quella rabbia agonistica che nel recente passato l'aveva portata a raccogliere trofei. L'Inter di Mourinho vinceva le partite importanti prima ancora di entrare in campo. Quella di Leonardo non ha la stessa carica, non ha voglia di difendere, gioca in 60 metri e necessariamente concede campo e occasioni agli avversari. Il tecico basiliano contro lo Schalke ha tentato di sistemare il discorso tattico inserendo un centrocampista in più. Poco è cambiato. La difesa è costantemente esposta agli attacchi avversari, senza filtro, spesso troppo larga e statica. Emblematiche le reti subite dallo Schalke. Zanetti, già in difficoltà nel derby sull'out di sinistra, ha interpretato in maniera errata un paio di situazioni agevolando gli inserimenti degli avversari. Diagonali fatte male, mancanza di raddoppi, distanza tra i reparti: non sempre si può vincere segnando una rete più degli altri. In gare di Coppa è fondamentale, soprattutto in casa, non subire reti. L'Inter ne ha prese 5. Non conosco le statistiche, ma credo che mai una squadra in passato abbia saputo recuperare un passivo simile.



Con tutte le scusanti del caso e i discorsi sulla squadra stanca il calcio profetizzato da Leonardo ha prodotto speranze, ma non risultati. Valutando i suoi 4 mesi si deve dire che ha fatto un buon lavoro. Ha recuperato punti e posizioni. Ha rimesso l'Inter tra le prime tre del campionato, ma ha fallito le gare cruciali, quelle del “salto di qualità”.

giovedì 10 febbraio 2011

Il nuovo ruolo di Thiago Motta

Affidare il ruolo di centromediano a Thiago Motta e dirottare Cambiasso sul centrosinistra è stata una felice intuizione di Leonardo; l'unica vera novità rispetto al recente passato interista. Mourinho infatti aveva sempre preferito mettere l'argentino nel mezzo del centrocampo per sfruttarne l'intelligenza tattica e la capacità di raddoppiare sugli attaccanti avversari. Cambiasso era bravo a inserirsi nella linea difensiva ed era colui che iniziava la manovra pur non avendo caratteristiche tipiche del regista. Motta invece è un centrocampista differente che Mourinho schierava sul centrosinistra o in coppia con un altro mediano affidandogli libertà di inserimento e la responsabilità di tentare la giocata importante.

Leonardo invece ha invertito i due giocatori. In questo modo ha riscoperto le qualità di goleador di Cambiasso (a inizio carriera faceva il trequartista). Motta invece, non propriamente un calciatore dinamico, riesce, nel cuore del centrocampo, a far valere la propria prestanza fisica e la capacità di giocare palla a pochi tocchi. In questo modo ricopre quella posizione che già aveva ricoperto nel Barcellona, pivot davanti alla difesa. Pur non avendo nelle sue corde il gioco lungo (non è un Di Biagio capace di ribaltare l'azione con un solo passaggio), Motta riesce a muovere continuamente la palla e farla arrivare alle punte o a Sneijder nel più breve tempo possibile. Soprattutto con l'olandese mostra di avere un'intesa importante.

Cambiasso sul centrosinistra permette maggiore copertura del centrocampo. Neppure l'argentino ha un grande dinamismo ma garantisce equilibrio, pressing, recupera palloni e libera gli attaccanti da molti compiti difensivi.

Già Benitez, quando voleva ingaggiare Mascherano, aveva pensato di dirottare il Chucu sul centrosinistra per sfruttarne gli inserimenti senza palla. Leonardo ha messo in pratica questa idea e i risultati gli stanno dando ragione.

Luca Paradiso

giovedì 3 febbraio 2011

Il Milan rallenta ma nessuno, per ora, ne approfitta


Napoli e Roma hanno perso una ghiotta occasione: quella di accorciare sul Milan capolista. Il turno infrasettimanale si è aperto con la sfida tra Milan e Lazio. Una gara non facile per gli uomini di Allegri, sia per l’avversario, sia per i tanti infortuni concentrati nel reparto di centrocampo. La Lazio dopo un periodo di leggera flessione è tornata a far punti ed è arrivata a San Siro con il chiaro intento di contenere gli attacchi milanisti e ripartire in contropiede. Ne è venuta fuori una gara abbastanza bloccata, con una certa prevalenza, per possesso palla e occasioni da rete, del Milan. Ibra ha colpito un incredibile doppio palo. Proprio l’occasione fallita dall’olandese è l’emblema della gara. Se non segna il numero 11 i rossoneri fanno fatica, perché Pato sta vivendo un’involuzione preoccupante. Pare che subisca la presenza dell’ingombrante Zlatan e si limiti a fare il compitino. Ibra sicuramente non lo aiuta. Lo richiama continuamente, anche in malo modo. È lo stesso atteggiamento che aveva con Balotelli. L’azzurro però, per carattere, era capace di farsi scivolare addosso qualsiasi richiamo, il brasiliano invece soffre tale situazione. Prove evidente di questa situazione è il fatto che il Papero cerchi continuamente di servire Ibra, anche quando potrebbe puntare la porta. Indizio di una soggezione preoccupante.

Il Napoli perde a Verona contro il Chievo. Una battuta d’arresto che ci può stare. Non è pensabile che gli azzurri riescano a mantenere una costanza di prestazioni e risultati come fatto fin’ora. A Mazzarri mancano i  ricambi ed è costretto a schierare sempre gli stessi 11. Se inoltre non può disporre di Lavezzi, il giocatore capace di creare superiorità e di attaccare la profondità, molto del potenziale offensivo viene meno. L’acquisto di Mascara nel mercato appena concluso è un chiaro tentativo di cercare un’alternativa là davanti. Il Chievo ha fatto un’ottima gara, attenta e aggressiva. Pioli ha scelto di cambiare modulo e se l’è giocata alla pari: stesso modulo e stessa intensità del Napoli. Una scelta che già Delio Rossi aveva fatto con il Palermo, ma che non aveva dato i frutti sperati.

La Roma interrompe una striscia di 8 vittorie consecutive in casa pareggiando contro il Brescia. I giallorossi buttano via un tempo, poi nella ripresa Ranieri mette dentro Menez e la squadra crea diverse situazioni da gol. Vucinic e Totti centrano la traversa, Borriello invece mette dentro. Il Brescia non molla e con l’attacco leggero (Eder, Diamanti e Lanzafame) trova il pari e allo scadere sfiora il colpaccio (traversa di Lanzafame). A fine gara De Rossi ha parlato di 2 punti persi. Il distacco dal Milan non cambia ma l’occasione per accorciare era ghiotta.

Stasera l’Inter fa visita al Bari per portarsi a -7. Leonardo ha a disposizione tutti i nuovi acquisti. Pazzini sarà in campo dall’inizio, Nagatomo forse. Tra i convocati ci sono anche Cambiasso e dopo 50 giorni Snejider. Per i nerazzurri è una sfida clou. Una mancata vittoria sarebbe la conferma che questo è proprio l’anno del Milan.

Luca Paradiso

lunedì 22 novembre 2010

Il flop di Benitez

Quasi dispiace vedere Benitez in questa situazione. Educato, gentile, disponibile, molto diverso dal suo predecessore sbruffone e dalla lingua tagliente. Ma come disse un vecchio volpone della panchina che risponde al nome di Corrado Orrico: “I duri mi piacciono, i bravi ragazzi vanno bene per farli sposare alla figlie”.

L'Inter è allo sbando. Due sconfitte consecutive, meno 9 dal Milan capolista e una lista infinita di infortunati. Il tempo e il modo per rientrare non manca, ma con questa situazione sembra difficile un'inversione di tendenza.

Benitez ha le ore contate, questo almeno traspare dalle parole di Moratti. Tuttavia spesso nel calcio una partita può cambiare il corso delle cose. Se davvero l'unico problema sono i risultati una vittoria con il Twente potrebbe ridare ossigeno a Benitez. Se invece la società ha capito che lo spogliatoio non segue e non condivide il modo di lavorare del tecnico sarebbe meglio chiudere immediatamente il rapporto. Solo chi è a stretto contatto con la squadra può avere un quadro completo della situazione.



Alcuni aspetti però possono dare indizi di ciò che tra le mura di Appiano sta succedendo.



Mercato

Benitez sapeva che l'Inter non avrebbe acquistato nessun giocatore, ma avrebbe invece tentato di valorizzare i giovani in rosa. In fase di trattativa il tecnico è stato messo a conoscenza della tattica di mercato. Quando Benitez ha accettato l'incarico quindi sapeva che non sarebbe arrivato nessun rinforzo. Perché in seguito fare continue dichiarazioni chiedendo alla società rinforzi?



Staff

Il licenziamento di Oriali è stato alquanto strano. Un uomo, un interista, che da anni lavorava fianco a fianco con la squadra è stato messo alla porta per fare spazio a Carboni, fedelissimo di Benitez. Perché? Se davvero Moratti voleva una figura di collegamento tra squadra e società perché affidarsi a un membro dello staff di Benitez? Oriali era stato utilissimo e anche Mourinho aveva riconosciuto la sua importanza, malgrado all'inizio tra i due non ci fu un'immediata simpatia, a causa dell'amicizia tra l'ex mediano nerazzurro e Mancini.



Infortuni

Troppi e ripetuti. D'accordo c'è stato il mondiale e la squadra nella scorsa stagione ha speso molto, ma se così tanti calciatori accusano problemi muscolari lo staff deve avere delle colpe. Preparazione estiva sbagliata, metodologia d'allenamento non consone, eccessivo dispendio pisco-fisico: possono essere molte le cause di questa situazione. Per il momento però non sono ancora state individuate.



Convinzioni tattiche

Benitez già in estate aveva manifestato alcune idee tattiche che inevitabilmente hanno creato scontenti. Il voler acquistare Mascherano per esempio può esser visto come una non totale fiducia nei confronti di Cambiasso. Benitez infatti ha manifestato l'idea di spostare il Chucu in una posizione più avanzata, diversa da quella che negli ultimi anni aveva ricoperto, con risultati ben noti. È giusto che un tecnico tenti di portare le proprie idee in una squadra, ma inevitabilmente Cambiasso, uno dei senatori, è tra i più scontenti.



Appagamento

Ma davvero i calciatori dell'Inter sono appagati dal triplete? Quante volte abbiamo sentito ripetere che vincere insegna a vincere e che la vittoria da lo slancio per nuovi trofei? Innumerevoli. Eppure adesso vogliono farci capire che la scorsa annata ha saziato ogni sete degli interisti. Inoltre analizzando la rosa di Benitez sono davvero pochi quelli che possono vantare un palmares di tutto rispetto, forse solo Lucio ed Eto'o. Gli altri (Milito, Maicon, Snejider, Stankovic) erano alla prima affermazione in campo internazionale, dopo anni di delusioni.



Il precedente

Anche Sacchi lasciò il Milan perché disse (pubblicamente) che quella squadra era alla fine di un ciclo. Arrivò Capello e vinse 4 scudetti e 1 Champions, grazie alla sua capacità di ridare motivazioni a un gruppo comunque forte. Questa Inter non sarà al pari del Milan di allora, ma neppure può essere diventata una squadra da metà classifica.




Luca Paradiso

giovedì 11 novembre 2010

Serie A: sei in vetta, in attesa delle sfide di domenica

Tutte vicine, lassù in vetta. Cosa si potrebbe chiedere di meglio dal campionato? Certo se ci fosse un po' più di qualità non sarebbe male, tant'è che vedere 6 squadre (potrebbero essere 7 se la Sampdoria batterà il Parma nel posticipo) racchiuse in soli 6 punti rappresenta un'innegabile indice di equilibrio. Erano anni che dopo le prime giornate non avevamo situazioni simili. Curiosamente nella prossima giornata le prime si sfideranno tra loro. Ottimo banco di prova delle rispettive ambizioni.

mercoledì 3 novembre 2010

Inter: che batosta! Il Tottenham supera i nerazzurri e ipoteca il primo posto

Che succede all'Inter? Neppure 15 giorni fa aveva battuto il Tottenham a San Siro grazie a una partenza sparata e una serie di episodi positivi. Ieri sera è uscita battuta da White Hart Line senza dare mai l'impressione di poter comandare la gara. Gli Spurs grazie ad alcune interessanti situazioni hanno fatto un'ottima gara, meritando i 3 punti.

Si possono identificare tre fattori decisivi: intensità, assenze e Bale.

giovedì 3 giugno 2010

In lizza rimane solo Benitez. E se Zeman...


Moratti ha già tracciato l'identikt perfetto del prossimo allenatore dell'Inter. Il successore di Mourinho dovrà avere grande esperienza in ambito internazionale, essere in grado di proseguire il lavoro già iniziato e soprattutto dovrà essere un vincente. Abbandonata la strada del giovane di talento (Mihajlovic?) il cerchio si stringe sempre più. Capello, Hiddink, Benitez. Sono questi i tre papabili.


mercoledì 19 maggio 2010

Mourinho: mister con la valigia in mano

Nessuno ha mai pensato che Mou potesse mettere radici a Milano. Lui portoghese giramondo non è tipo da rimanere in un club troppo a lungo. Non lo ha fatto al Porto dove, dopo aver vinto la Champions avrebbe potuto vivere di rendita per un'intera carriera. Non l'ha fatto a Londra dove ha sempre affermato di aver lasciato una buona parte del suo cuore. È vero fu cacciato ma già aveva annunciato il suo proposito di tentare altre avventure. Perché dovrebbe farlo in Italia, paese che da ormai un anno va ripetendo di non amare? Ha un contratto, ricco e lungo, ma non sono le firme a spaventarlo. Con una cifra già stabilita (16 milioni?) potrebbe liberarsi immediatamente. 
Lasciare da trionfatore sarebbe il massimo, con un triplete da sventolare davanti ai detrattori. 

martedì 11 maggio 2010

Il valzer delle panchine

Tutto ruota intorno alle big. Inter, Juve e Milan potrebbero, la prossima stagione, presentarsi ai ranghi di partenza con una grossa novità: un nuovo allenatore.



La Juventus è alle prese con il nodo Benitez. A Torino l'unica certezza è che Zaccheroni da lunedì non sarà più il tecnico della Vecchia Signora. Il contratto scadente il 30 giugno non verrà rinnovato. Il tecnico romagnolo non ha saputo mettere in difficoltà le dirigenza né conquistare quel quarto posto per il quale era stato assunto. Per la prossima stagione l'obbiettivo numero 1 è e rimane Rafa Benitez. Il mister del Liverpool, dato per sicuro qualche settimane fa, sembra essersi allontanato. 

giovedì 6 maggio 2010

Totti, Totti, Totti… nessuna giustificazione

Che non sarebbe stata una partita tranquilla lo si poteva tranquillamente prevedere soprattutto dopo gli eventi di Lazio-Inter. La finale di Coppa Italia era per la Roma l’occasione della rivincita, una sorta di spareggio virtuale. I giallorossi volevano dimostrare il proprio valore e manifestare che l’ultimo sorpasso dell’Inter non rispecchia il giusto e corretto andamento del campionato.

lunedì 3 maggio 2010

Roma… niente moralismo!

Tutti a gridare allo scandalo, a fare le verginelle. Tiene banco la vittoria dell’Inter all’Olimpico. Un successo maturato in uno scenario insolito, in uno stadio convinto nell’appoggiare la truppa di Mourinho, quantomeno per evitare che il tricolore prendesse la strada meno voluta, quella che porta direttamente alla squadra di Totti e De Rossi. Qualcosa di simile al 5 maggio, diverso solo nel finale.

giovedì 29 aprile 2010

La Champions delle sorprese

Alzi la mano chi a settembre aveva pronosticato un epilogo simile. Chi aveva predetto che a giocarsi la Coppa a Madrid sarebbero giunte Inter e Bayern Monaco. Pochi romantici e alcuni fiduciosi tifosi. Non che i due club fossero inferiori alle altre 30 partecipanti ma erano sicuramente catalogate nella liste delle outsider. Due nobili del calcio europeo non ancora pronte a competere con le big inglesi e spagnole. Invece il campo ha smentito tutto.

lunedì 12 aprile 2010

Zero tituli?

E se la “profezia” gli si rivoltasse contro? Lo scorso anno Mourinho lasciò di stucco l’intero mondo pallonare con la famosa conferenza stampa da cui nacque lo slogan “zero tituli”. L’Inter era appena stata eliminata dalla Champions ma comandava saldamente il campionato. Il tecnico di Setubal di fronte alle critiche piovute addosso alla squadra incapace di primeggiare anche in Europa coniò l’espressione più spiritosa e più usata dal suo sbarco in Italia.

giovedì 1 aprile 2010

Milito e Ibra: storie incrociate di due bomber tanto diversi

Il mago e il principe hanno modi diversi di giocare. Il primo inventa calcio, tenta la giocata raffinata, per palati fini, l’altro invece è essenziale quanto spietato, un cecchino, forse il più pericoloso attaccante in circolazione negli ultimi 16 metri. Uno è svedese, nordico, distaccato. Nelle sue vene scorre sangue bosniaco e croato. È cresciuto nell’Ajax, fucina di talenti. È maturato nella Juve ed è esploso nell’Inter. Non ha mai messo radici e alla prima occasione ha fatto le valigie verso Barcellona, nuovo eldorado calcistico. L’altro è argentino, figlio di emigrati italiani. È giunto tardi nel calcio che conta ma dovunque ha giocato ha lasciato il segno e realizzato tanti gol. Genova lo ama e Milano è ai suoi piedi. Ci ha messo pochissimo a far dimenticare Ibra.

mercoledì 24 marzo 2010

Roma – Inter: che sfida!


Torna alla vittoria l’Inter nel turno casalingo infrasettimanale. Contro il Livorno, sempre più ultimo, Mourinho decide di far rifiatare alcuni titolari. Fuori Lucio, Samuel, Milito e Snejider (affaticamento) torna in campo Chivu, 2 mesi e mezzo dopo l’operazione alla testa. Senza brillare i nerazzurri segnano tre reti e dopo un’ora di gioco chiudono la pratica. Decide la doppietta di Eto’o e la rete di Maicon. Il camerunense, riproposto nel ruolo di prima punta, mostra di saper ancora essere quel bomber letale tanto apprezzato in Spagna. Un successo che chiude un ciclo di 3 gare senza vittorie e che mantiene a distanza di sicurezza le inseguitrici adesso appaiate a 4 punti di distanza. E sugli spalti compare un eloquente striscione contro i recenti capricci di Balotelli.

martedì 16 marzo 2010

L’Inter va ai quarti


Le polemiche per l’ipotetico complotto, l’esclusione di Balotelli, la crisi di risultati…. tutto alle spalle. Il passaggio ai quarti di finale di Champions allontana le nuvole che si erano addensate sulla squadra di Mourinho e la rilancia, più forte di prima.

lunedì 15 marzo 2010

Ti amo campionato


Parafrasando una celebre canzone di Elio e le storie tese verrebbe voglia di urlare tutta la nostra ammirazione verso un campionato totalmente in bilico. Sembrava deciso, assegnato, chiuso, invece a 9 gare dalla fine tutto può ancora accadere. Colpa dell’Inter capace di dilapidare un vantaggio di tutto rispetto in sole 6 settimane, merito del Milan che ha continuato a crederci anche dopo la sconfitta netta nel derby di ritorno. Manca la Roma all’appello. I giallorossi hanno rincorso per 20 partite, hanno illuso, ma nel momento dell’aggancio hanno pagato un po’ di stanchezza. La squadra di Ranieri non è ancora del tutto tagliata fuori, 6 punti di distacco e il calendario, possono riportarla sotto. Per Totti e compagni sarebbe comunque un ottimo risultato anche il terzo posto, alla luce dell’inizio di stagione tribolato.


domenica 14 marzo 2010

Il Chelsea fa paura

Che vigilia diversa. L’Inter torna da Catania con tre reti sul groppone e un primato in classifica che si fa sempre più traballante. Il Chelsea rifila quattro sberle al West Ham e riprende la marcia verso la vetta della Premier. Con una partita da recuperare è virtualmente primo.