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giovedì 3 febbraio 2011

Real-Barcellona... pure in Coppa


Anche la Coppa del Re è un affare privato, strettamente privato. Una corsa a due, come la Liga. Real Madrid e Barcellona si sfideranno il prossimo 20 aprile per il trofeo, 3 giorni dopo il Clasico di campionato.

In una settimana quindi doppio confronto tra le due grandi di Spagna, con il ricordo della manita di qualche mese fa.


Il campionato sembra ormai andato per le merengues, distanti 7 punti, un'eternità se si valuta il cammino fin qui tenuto dal Barcellona. La Coppa quindi potrebbe essere l'occasione buona per una rivincita madrilena.



Le due squadre hanno raggiunto la finale in maniera molto diversa. Il Barcellona ha sbrigato in scioltezza la pratica Almeria. Già dopo il 5 a 0 dell'andata il discorso era chiuso. Guardiola ha potuto così fare un massiccio turnover nel ritorno di ieri. Sono cambiati gli interpreti ma non il risultato: 3 a 0 con Affellay alla prima rete in maglia blaugrana.



Il Real invece ha faticato di più per arrivare in finale. Merito anche di un avversario, il Siviglia, sicuramente superiore all'Almeria. Il risultato dell'andata inoltre lasciava aperto il discorso qualificazione. Al Pizjuan infatti i balncos avevano vinto 1 a 0 al termine di una gara equilibrata. Ieri sera al Bernabeu Mourinho ha schierato i migliori 11. La partita è stata in equilibrio, con il Siviglia più volte vicino alla rete necessaria per riequilibrare la sfida. All'82 Ozil ha però messo alle spalle di Varas, chiudendo di fatto la aprtita. Al 90' Adebayor ha segnato il 2 a 0.



E così 21 anni dopo sarà nuovamente Real-Barcellona in finale. Tutto come da pronostico, troppo forti le due big rispetto alle altre, con il Barcellona una spanna sopra il Real pronto a monopolizzare ogni competizione.



Luca Paradiso

venerdì 21 gennaio 2011

Il 99,9% di Mourinho

Josè è furbo. Pesa ogni parola, ogni dichiarazione, ogni singola situazione. Non parla mai a caso. Due stagioni fa al termine della prima annata sulla panchina interista, quella dell'eliminazione contro lo United agli ottavi, lasciò aperto lo spiraglio di una sua possibile partenza da Milano. Già allora si parlava di un interessamento del Real Madrid nei suoi confronti e lui non chiuse la porta in faccia alle merengues. Moratti non gradì, tuttavia decise di accontentare il suo tecnico: rinnovo con aumento e squadra rivoluzionata. Arrivò la Champions e una stagione da incorniciare. Quello 0,1% aveva fatto centro. Aveva forzato al mano al presidente convincendolo a esaudire ogni volere del suo mister.

In questi giorni si sta riproponendo una situazione simile. Mourinho da mesi chiede un'attaccante. Benzema non lo soddisfa e preferisce giocare senza centravanti. La dirigenza tuttavia non sembra disposta ad accontentarlo. Non vuole spendere neppure un euro per accontentare il suo entrenador. Florentino Perez e il suo braccio destro Jorge Valdano credono che Benzema possa fare al caso del Madrid e non vogliono svalutare un investimento che solo lo scorso anno fu delle notevole cifra di 35 milioni di euro. Mourinho sta scoprendo la realtà madrilena. Nelle merengues non può fare come al Chelsea e all'Inter dove riusciva a dettare le strategie di mercato. Al Real è diverso. Il club ha una sua “strategia”, un modus operandi radicato e difficile da abbattere. Se a ciò aggiungiamo l'antipatia che corre tra Mou e Valdano è facile capire come mai la punta non arriverà.

Memore delle passate esperienze Josè prova a riutilizzare una sua vecchia tattica: forzare la mano. Se Valdano assicura, davanti ai microfoni, che con il tecnico non esistono problemi lui, lo Special One, agisce diversamente. Minaccia di andarsene per poter ottenere ciò che realmente vuole: la testa di Valdano e il controllo assoluto del mercato madrileno.  

“A giugno potrei andare” tradotto dal mourinese significa: compratemi l'attaccante che serve. Ma se davvero non dovesse arrivare, a fine stagione si troverebbe in una situazione per lui nuova. Allenatore di un club che non segue i suoi voleri. Allenatore del Real, un club che non ha mai dato troppa importanza agli allenatori. E quindi pronto a lasciare la Castiglia.

lunedì 29 novembre 2010

El clasico, ancora una volta, sarà decisivo

Ne parlano ormai da tempo tutti gli addetti ai lavori. Finalmente stasera le chiacchiere lasceranno il posto al campo. In un campionato in cui la differenza sarà minima e la corsa al titolo limitata a sole due squadre lo scontro diretto assume un'importanza vitale. Non è vero come dice Mourinho che nulla cambierà in caso di vittoria o sconfitta. Il classico decide la Liga, come ormai accade da anni. È vero che in una Coppa lo scontro diretto decreta chi proseguirà il cammino e chi invece dovrà accontentarsi di guardare alla televisione il proseguo del torneo, mentre in un campionato c'è sempre spazio per recuperare. Se fosse la serie A o la Premier lo scontro varrebbe 3 punti in classifica e un'iniezione di fiducia. Perché già dalla domenica successiva le avversarie potrebbero ristabilire le distanze. In Spagna non è così. Troppo ampia la differenza tra le prime due e tutte le altre.


La Liga è bella, ma non combattuta. Sono due le squadre che se la lottano. Due squadre assolutamente troppo forti rispetto alle altre. Basti pensare che in campo ci saranno campioni del mondo, palloni d'oro passati e futuri (Iniesta...).



Sarà la sfida tra due modi diversi di pensare e fare calcio. Il tiqui taqua del Barcellona contro la compattezza del Real. La consapevolezza degli uomini di Guardiola e la sfrontatezza dei Mou's boys. Sicuramente vedremo un Barca fare la partita e un Real aggressivo e pronto a ripartire, con Ronaldo e Benzema (manca Higuain) temibili negli spazi.



Sarà una gara molto simile a quella vista ad aprile tra Inter e Barcellona. Rispetto a quell'Inter il Real ha maggiore qualità a centrocampo con Xabi Alonzo, Ozil e Di Maria, ma il Barcelloa ha un'Iniesta in più. Proprio il numero 8 è il giocatore capace di spezzare gli equilibri grazie a un dribblig, una giocata, un invenzione. Sicuramente i blancos proveranno a imbrigliare Messi. Fermato lui il Barcellona fa meno paura.



Luca Paradiso

venerdì 9 aprile 2010

El clasico decide la Liga


Sabato sera al Santiago Bernabeu va in scena ‘El clasico’, il match più prestigioso e atteso del campionato spagnolo. È la gara decisiva per l’assegnazione del titolo di campeon. Il castigliano Real contro il catalano Barcellona, due culture, due modi diversi di intendere il calcio. Le squadre sono appaiate in vetta con 77 punti. A 7 gare dalla fine passa tutto da questo match. Una vittoria dell’una o dell’altra squadra potrebbe indirizzare in maniera definitiva lo sprint finale. Real e Barca hanno dato vita sin dalla prima giornata a un testa a testa emozionante e serrato, un campionato nel campionato. Sempre vicinissimi i due club si sono alternati in vetta senza però mai accennare la fuga. Il Real viene da una striscia di vittoria impressionante, in casa sono ben 15. Il Barcellona invece ha confermato in Champions di attraversare un ottimo stato di forma. I blaugrana sono la squadra più forte e spettacolare del calcio continentale. Xavi, Iniesta, Ibra, Dani Alves, Henry e soprattutto Messi: campioni al servizio del collettivo.

mercoledì 10 marzo 2010

Real Madrid e Milan… arrivederci

La Champions League perde due storiche protagoniste. La corsa di Milan e Real finisce già agli ottavi. Se ne vanno due club in grado di vincere ben 16 edizioni della Coppa. Due eliminazioni che bruciano ma dal significato molto diverso.

lunedì 1 marzo 2010

L’incertezza regna sovrana


Nei maggiori campionati europei è ancora aperta la lotta per il titolo. Siamo appena a marzo ed è sicuramente troppo presto per avere dei verdetti definitivi ma in Italia, Spagna, Inghilterra e Germania la situazione al vertice della classifca vede diverse squadre racchiuse in pochi punti.


In Italia l’Inter ha saputo ripartire dopo tre pareggi consecutivi e vincendo a Udine ha dato un segnale importante al campionato. In emergenze soprattutto difensiva i nerazzurri si sono affidati agli uomini di maggiore qulaità per vincere. Balotelli, Maicon e Milito hanno messo al firma sul 2 a 3 finale. Il Milan staccato di soli 4 punti rimane sempre in corsa. I rossoneri vincendo il recupero di Firenze e liquidando al pratica Atalanta si candidano ad essere il concorrente numero 1 nella lotta al tricolore. Pareggiando a Napoli la Roma invece si allontana dalla vetta. Sono 7 i punti di distacco dal’Inter. Domenica prossima è in programma la sfida tra gli uomini di Ranieri e il Milan. Una gara fondamentale in chiave classifica.

In Inghilterra il Chelsea ha rimediato una brutta sconfitta interna contro il Manchester City. Nella partita che vedeva di fronte Mancini e Ancelotti, ma soprattutto Terry e Bridge i citizens si sono imposti con un sonoro 4 a 2. Le doppiette di Tevez, Bellamy e Lampard hanno fissato il risultato finale e hanno permesso allo United di accorciare a -1 il distacco. La squadra di Ferguson non ha giocato in campionato ma è stata impegnata nella finale di Carling Cup vinta 2 a 1 contro l’Aston Villa grazie alla rete decisiva del solito Rooney. Anche l’Arsenal si tiene in corsa. I gunners, dopo la vittoria esterna contro lo Stoke city sono a soli 3 punti dal Chelsea. Il calendario sembra sorridere agli uomini di Wenger che nel girone di ritorno hanno già affrontato United, Chelsea e Liverpool.

In Spagna la lotta per la Liga è una questione tra Barcellona e Real Madrid. L’11 di Guardiola ha superato con un po’ di fatica il Malaga per 2 a 1. Al vantaggio di Pedro ha risposto all’81’ Valdo. Ma all’84’ un’invenzione di Xavi ha permesso a Dani Alves di servire a Messi l’assist giusto. Ampia vittoria del Real Madrid contro il Tenerife. La doppietta di Higuain, Kakà, Raul e Ronaldo sono gli autori delle 5 reti che tengono i blancos a -2 dal Barca. Più staccate le altre con il Valencia a guidare il gruppo che si lotterà i posti utili per la prossima Champions League.

In Germania il Bayern Monaco completa l’operazione rimonta e approfittando del pari del Leverkusen balza solo in vetta alla Bundesliga con 2 punti di vantaggio. Contro l’Amburgo decide una rete di Ribery. Al terzo posto lo Schalke 04 mantiene invariato il distacco di 4 punti. Tre squadre in corsa per la vittoria finale, ma il Bayern di Van Gaal dopo l’inizio stentato ha saputo recuperare e si candida al ruolo di grande favorita.


Luca Paradiso