Il blog che tratta di calcio e di tutto ciò che ruota intorno allo sport più amato: Serie A, coppe europee, campionati stranieri, calciomercato, approfondimenti tattici, competizioni tra nazionali

giovedì 10 febbraio 2011

Il nuovo ruolo di Thiago Motta

Affidare il ruolo di centromediano a Thiago Motta e dirottare Cambiasso sul centrosinistra è stata una felice intuizione di Leonardo; l'unica vera novità rispetto al recente passato interista. Mourinho infatti aveva sempre preferito mettere l'argentino nel mezzo del centrocampo per sfruttarne l'intelligenza tattica e la capacità di raddoppiare sugli attaccanti avversari. Cambiasso era bravo a inserirsi nella linea difensiva ed era colui che iniziava la manovra pur non avendo caratteristiche tipiche del regista. Motta invece è un centrocampista differente che Mourinho schierava sul centrosinistra o in coppia con un altro mediano affidandogli libertà di inserimento e la responsabilità di tentare la giocata importante.

Leonardo invece ha invertito i due giocatori. In questo modo ha riscoperto le qualità di goleador di Cambiasso (a inizio carriera faceva il trequartista). Motta invece, non propriamente un calciatore dinamico, riesce, nel cuore del centrocampo, a far valere la propria prestanza fisica e la capacità di giocare palla a pochi tocchi. In questo modo ricopre quella posizione che già aveva ricoperto nel Barcellona, pivot davanti alla difesa. Pur non avendo nelle sue corde il gioco lungo (non è un Di Biagio capace di ribaltare l'azione con un solo passaggio), Motta riesce a muovere continuamente la palla e farla arrivare alle punte o a Sneijder nel più breve tempo possibile. Soprattutto con l'olandese mostra di avere un'intesa importante.

Cambiasso sul centrosinistra permette maggiore copertura del centrocampo. Neppure l'argentino ha un grande dinamismo ma garantisce equilibrio, pressing, recupera palloni e libera gli attaccanti da molti compiti difensivi.

Già Benitez, quando voleva ingaggiare Mascherano, aveva pensato di dirottare il Chucu sul centrosinistra per sfruttarne gli inserimenti senza palla. Leonardo ha messo in pratica questa idea e i risultati gli stanno dando ragione.

Luca Paradiso

martedì 8 febbraio 2011

Anche Fabregas...

Abramovich è imapzzito? Dopo aver chiuso l'anno con una perdita superiore ai 70 milioni di euro ha deciso di firmare due assegni per una cifra altrettanto consistente. Sono arrivati Torres e Luiz a rinforzare la rosa dei blues ma il passivo è cresciuto a dismisura.

Le spese però non sembrano finite. Il prossimo colpo potrebbe essere Cesc Fabregas. Già pronto un assegno bello ricco (60 milioni). Alla faccia del fair play finanziario e di ogni altra formula che la Uefa vorrebbe inserire per limitare le spese dei club. Tenuto conto che il Chelsea non farà cessioni per raccogliere le sterline necessarie ad arrivare al capitano dell'Arsenal (difficile piazzarli, sia per l'ingaggio che per l'età), Abramovich dovrà frugarsi nelle tasche. Sembra di essere tornati all'epoca di Mourinho, quando i blues dovevano costruire una squadra di vertice e non badarono a spese. 

Fabregas ha sempre detto che il suo sogno è quello di giocare nel Barcellona, ma in Catalogna non riusciranno mai a pareggiare l'offerta blues. Wenger non credo che farebbe resistenza. Per 60 milioni il suo capitano può trasferirsi tarnquillamente.

Luca Paradiso

lunedì 7 febbraio 2011

Esordio amaro per Torres. Lo United perde ma le rivali rallentano

Nemmeno l'esordio di Fernando Torres rianima il Chelsea. A Stamford Bridge Dalglish dà una vera lezione tattica al Chelsea e porta a casa tre punti pesanti. I reds sono bravi a impostare una gara attenta e prettamente difensiva, senza voler dare a questo termine una connotazione negativa. Il Liverpool mostra di saper stare bene in campo ed è bravo a sfruttare, con Mereiles, una delle poche occasioni della partita. Il Chelsea fallisce una ghiotta opportunità: quella di accorciare la classifica. Il turno era particolarmente favorevole agli uomini di Ancelotti, con la sconfitta dello United e il pari dell'Arsenal. I blues invece rimangono a -10 dalla vetta e la loro corsa verso la Premier si può dire chiusa. È vero che c'è ancora il doppio scontro diretto da giocare, ma con questo United , capace di perdere fin'ora solo 1 partita qualsiasi idea di rimonta appare irrealizzabile.



Ad Ancelotti rimane solo la Champions, con un Torres in più nel motore e il tempo necessario per inserirlo nel sistema di gioco. L'idea adesso è quella di puntare sul 4-3-3, Torres e Drogba davanti con Anelka a fare da raccordo tra le due linee.



Sorprende il pari dell'Arsenal a Newcastle per 4 a 4. Se alla vigilia i gunners non avrebbero disdegnato di uscire da St. James Park con un punto il modo in cui è arrivato lascia tanti rimpianti a Wenger. Sopra di 4 reti i suoi si sono fatti recuperare. Colpa anche di un arbitro assolutamente inadeguato. Si tratta di 2 punti buttati che avrebbero potuto dimezzare il distacco dallo United. Proprio la sconfitta dei red devils contro l'ex fanalino di coda Wolverhampton avrebbe potuto render più accesa la lotta per il titolo, invece le rivali dirette sembra non abbiano la forza necessaria per ricucire lo svantaggio.



Intanto il West Bromwich ha esonerato Roberto Di Matteo dopo la sconfitta per 3 a 0 rimediato contro il City di Mancini. Proprio la squadra di Tevez è l'unica capace di risucchiare 3 punti alla capolista e di portarsi a -5.

Sabato il calendario ci regala un bellissimo derby: Ferguson contro Mancini, United contro City.

giovedì 3 febbraio 2011

Real-Barcellona... pure in Coppa


Anche la Coppa del Re è un affare privato, strettamente privato. Una corsa a due, come la Liga. Real Madrid e Barcellona si sfideranno il prossimo 20 aprile per il trofeo, 3 giorni dopo il Clasico di campionato.

In una settimana quindi doppio confronto tra le due grandi di Spagna, con il ricordo della manita di qualche mese fa.


Il campionato sembra ormai andato per le merengues, distanti 7 punti, un'eternità se si valuta il cammino fin qui tenuto dal Barcellona. La Coppa quindi potrebbe essere l'occasione buona per una rivincita madrilena.



Le due squadre hanno raggiunto la finale in maniera molto diversa. Il Barcellona ha sbrigato in scioltezza la pratica Almeria. Già dopo il 5 a 0 dell'andata il discorso era chiuso. Guardiola ha potuto così fare un massiccio turnover nel ritorno di ieri. Sono cambiati gli interpreti ma non il risultato: 3 a 0 con Affellay alla prima rete in maglia blaugrana.



Il Real invece ha faticato di più per arrivare in finale. Merito anche di un avversario, il Siviglia, sicuramente superiore all'Almeria. Il risultato dell'andata inoltre lasciava aperto il discorso qualificazione. Al Pizjuan infatti i balncos avevano vinto 1 a 0 al termine di una gara equilibrata. Ieri sera al Bernabeu Mourinho ha schierato i migliori 11. La partita è stata in equilibrio, con il Siviglia più volte vicino alla rete necessaria per riequilibrare la sfida. All'82 Ozil ha però messo alle spalle di Varas, chiudendo di fatto la aprtita. Al 90' Adebayor ha segnato il 2 a 0.



E così 21 anni dopo sarà nuovamente Real-Barcellona in finale. Tutto come da pronostico, troppo forti le due big rispetto alle altre, con il Barcellona una spanna sopra il Real pronto a monopolizzare ogni competizione.



Luca Paradiso

Il Milan rallenta ma nessuno, per ora, ne approfitta


Napoli e Roma hanno perso una ghiotta occasione: quella di accorciare sul Milan capolista. Il turno infrasettimanale si è aperto con la sfida tra Milan e Lazio. Una gara non facile per gli uomini di Allegri, sia per l’avversario, sia per i tanti infortuni concentrati nel reparto di centrocampo. La Lazio dopo un periodo di leggera flessione è tornata a far punti ed è arrivata a San Siro con il chiaro intento di contenere gli attacchi milanisti e ripartire in contropiede. Ne è venuta fuori una gara abbastanza bloccata, con una certa prevalenza, per possesso palla e occasioni da rete, del Milan. Ibra ha colpito un incredibile doppio palo. Proprio l’occasione fallita dall’olandese è l’emblema della gara. Se non segna il numero 11 i rossoneri fanno fatica, perché Pato sta vivendo un’involuzione preoccupante. Pare che subisca la presenza dell’ingombrante Zlatan e si limiti a fare il compitino. Ibra sicuramente non lo aiuta. Lo richiama continuamente, anche in malo modo. È lo stesso atteggiamento che aveva con Balotelli. L’azzurro però, per carattere, era capace di farsi scivolare addosso qualsiasi richiamo, il brasiliano invece soffre tale situazione. Prove evidente di questa situazione è il fatto che il Papero cerchi continuamente di servire Ibra, anche quando potrebbe puntare la porta. Indizio di una soggezione preoccupante.

Il Napoli perde a Verona contro il Chievo. Una battuta d’arresto che ci può stare. Non è pensabile che gli azzurri riescano a mantenere una costanza di prestazioni e risultati come fatto fin’ora. A Mazzarri mancano i  ricambi ed è costretto a schierare sempre gli stessi 11. Se inoltre non può disporre di Lavezzi, il giocatore capace di creare superiorità e di attaccare la profondità, molto del potenziale offensivo viene meno. L’acquisto di Mascara nel mercato appena concluso è un chiaro tentativo di cercare un’alternativa là davanti. Il Chievo ha fatto un’ottima gara, attenta e aggressiva. Pioli ha scelto di cambiare modulo e se l’è giocata alla pari: stesso modulo e stessa intensità del Napoli. Una scelta che già Delio Rossi aveva fatto con il Palermo, ma che non aveva dato i frutti sperati.

La Roma interrompe una striscia di 8 vittorie consecutive in casa pareggiando contro il Brescia. I giallorossi buttano via un tempo, poi nella ripresa Ranieri mette dentro Menez e la squadra crea diverse situazioni da gol. Vucinic e Totti centrano la traversa, Borriello invece mette dentro. Il Brescia non molla e con l’attacco leggero (Eder, Diamanti e Lanzafame) trova il pari e allo scadere sfiora il colpaccio (traversa di Lanzafame). A fine gara De Rossi ha parlato di 2 punti persi. Il distacco dal Milan non cambia ma l’occasione per accorciare era ghiotta.

Stasera l’Inter fa visita al Bari per portarsi a -7. Leonardo ha a disposizione tutti i nuovi acquisti. Pazzini sarà in campo dall’inizio, Nagatomo forse. Tra i convocati ci sono anche Cambiasso e dopo 50 giorni Snejider. Per i nerazzurri è una sfida clou. Una mancata vittoria sarebbe la conferma che questo è proprio l’anno del Milan.

Luca Paradiso

lunedì 24 gennaio 2011

Il rischio del fairplay finanziario

Lancio una provocazione, in seguito alle parole del presidente Moratti sul fair play finanziario e sulla necessità di rivedere il meccanismo che lo regola.

Sono molti i club indebitati che ad oggi, con le regole volute da Platini, avrebbero difficoltà a prendere parte alle competizioni internazionali. Le squadre inglesi, spagnole e italiane, tra le più blasonate, mostrano una situazione economica inadeguata ai parametri voluti dalla Uefa. Il tempo per mettersi in regola c'è, ma la necessità di competere, di rinforzarsi, di spendere mal si concilia con gli obblighi economici.

Il rischio, nel caso in cui la Uefa non voglia rivedere le sue regole, è quello di una spaccatura tra i club e la federazione.

Il G14 potrebbe decidere di organizzare quel tanto rincorso campionato europeo e dire addio ad obblighi ritenuti troppo stringenti.

venerdì 21 gennaio 2011

Il 99,9% di Mourinho

Josè è furbo. Pesa ogni parola, ogni dichiarazione, ogni singola situazione. Non parla mai a caso. Due stagioni fa al termine della prima annata sulla panchina interista, quella dell'eliminazione contro lo United agli ottavi, lasciò aperto lo spiraglio di una sua possibile partenza da Milano. Già allora si parlava di un interessamento del Real Madrid nei suoi confronti e lui non chiuse la porta in faccia alle merengues. Moratti non gradì, tuttavia decise di accontentare il suo tecnico: rinnovo con aumento e squadra rivoluzionata. Arrivò la Champions e una stagione da incorniciare. Quello 0,1% aveva fatto centro. Aveva forzato al mano al presidente convincendolo a esaudire ogni volere del suo mister.

In questi giorni si sta riproponendo una situazione simile. Mourinho da mesi chiede un'attaccante. Benzema non lo soddisfa e preferisce giocare senza centravanti. La dirigenza tuttavia non sembra disposta ad accontentarlo. Non vuole spendere neppure un euro per accontentare il suo entrenador. Florentino Perez e il suo braccio destro Jorge Valdano credono che Benzema possa fare al caso del Madrid e non vogliono svalutare un investimento che solo lo scorso anno fu delle notevole cifra di 35 milioni di euro. Mourinho sta scoprendo la realtà madrilena. Nelle merengues non può fare come al Chelsea e all'Inter dove riusciva a dettare le strategie di mercato. Al Real è diverso. Il club ha una sua “strategia”, un modus operandi radicato e difficile da abbattere. Se a ciò aggiungiamo l'antipatia che corre tra Mou e Valdano è facile capire come mai la punta non arriverà.

Memore delle passate esperienze Josè prova a riutilizzare una sua vecchia tattica: forzare la mano. Se Valdano assicura, davanti ai microfoni, che con il tecnico non esistono problemi lui, lo Special One, agisce diversamente. Minaccia di andarsene per poter ottenere ciò che realmente vuole: la testa di Valdano e il controllo assoluto del mercato madrileno.  

“A giugno potrei andare” tradotto dal mourinese significa: compratemi l'attaccante che serve. Ma se davvero non dovesse arrivare, a fine stagione si troverebbe in una situazione per lui nuova. Allenatore di un club che non segue i suoi voleri. Allenatore del Real, un club che non ha mai dato troppa importanza agli allenatori. E quindi pronto a lasciare la Castiglia.