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domenica 7 marzo 2010

Tutti a caccia del quarto posto


Si fa sempre più interessante la lotta per la quarta piazza. Ormai decise le prime tre posizioni (Inter, Milan e Roma, vedremo in che ordine) sono cinque le squadre che si contendono l’ultima piazza buona per accedere alla Champions League, seppure dai preliminari. La sesta potrebbe essere il Genoa se riuscisse strappare un risultato positivo contro l’Inter a San Siro. Anche con un pari gli uomini di Gasperini potrebbero continuare ad alimentare le proprie speranze.

sabato 6 marzo 2010

È un pari inutile?


L’Olimpico si veste a festa: 70 mila spettatori, come nei grandi appuntamenti. Roma e Milan scelgono l’abito migliore. È una gara da vincere. Per tenere aperto il campionato e mettere pressione all’Inter il pari non serve.


FORMAZIONI
Leonardo per sostituire Pato sceglie Huntelaar, è la novità rispetto alla formazione annunciata. A centrocampo c’è Flamini. Ranieri ripropone Baptista, Toni va in panchina. In difesa Burdisso e Juan formano la coppia centrale. Vucinic gioca da prima punta con licenza di allargarsi sulla sinistra nella posizione che predilige. In porta torna Julio Sergio.

venerdì 5 marzo 2010

Roma – Milan: chi è l’anti-Inter?


Sabato sera l’Olimpico sarà teatro del big match della ventisettesima giornata del campionato di serie A. Il Milan sfida la Roma per continuare la rincorsa alla prima posizione e ridurre, in vista del posticipo Inter – Genoa, il divario dalla vetta. La Roma invece, ormai fuori dall’Europa punta a riprendere quella marcia interrotta domenica scorsa con il pari del San Paolo. Gli uomini di Ranieri, con 7 punti da recuperare dalla prima, non hanno ancora abbandonato il discorso scudetto. Una vittoria potrebbe ridare speranza ai giallorossi che tra qualche domenica riceveranno, sempre all’Olimpico, l’Inter. Due gare in casa contro le milanesi che potrebbero aprire scenari insperati dopo lo stentato avvio di campionato.

Il tecnico romanista, come abitudine, in conferenza stampa ha fatto da pompiere, Roma è una piazza sempre pronta ad accendersi e a sognare ma i giallorossi in questo momento hanno bisogno di tranquillità. Stop quindi ai discorsi su scudetto e rimonta. Ranieri sa che l’Inter è lontana e pretende che la squadra viva giornata dopo giornata. Ancora out Totti rientrerà invece Toni. L’ex Bayern dovrebbe scendere in campo dal primo minuto dirottando Vucinic sulla sinistra. Proprio lo scontro tra il montenegrino e Bonera potrebbe essere uno dei duelli chiave della sfida. Interessante anche lo scontro tra Pizarro e Pirlo, i due registi più forti della serie A. Ranieri dovrebbe scegliere di piazzare Perrotta nella posizione di trequartista con il compito di occuparsi, nella fase di non possesso, del 21 milanista. Nello schema tattico di Leonardo invece toccherà ad Ambrosini e Flamini mettere pressione al regista cileno, fulcro della manovra giallorossa. Nel ruolo di terzino destro Ranieri sembra intenzionato a proporre Burdisso con l’intento di limitare Ronaldinho.

Sui protagonisti potrebbero pesare le fatiche degli impegni con le rispettive nazionali. Non avrà questi problemi Ronaldinho, ormai escluso da Dunga ma voglioso di continuare, da protagonista, fino al termine della stagione. Proprio all’Olimpico lo scorso anno il Gaucho giocò una partita al di sotto delle attese e finì nel dimenticatoio. Sulla panchina c’era Ancelotti, era il Milan di Kakà.

Leonardo dovrà fare a meno di Gattuso, squalificato, e Pato. Il brasiliano sarà sostituito da Beckam ma c’è fiducia sul suo possibile recupero in vista della sfida di Manchester. A centrocampo spazio invece a Flamini, positivo domenica contro l’Atalanta. In casa rossonera la partita arriva in un momento particolare. Mercoledì infatti i rossoneri all’Old Trafford sfideranno il Manchester nel ritorno degli ottavi di Champions. Roma e Manchester: crocevia di una stagione.


Luca Paradiso

giovedì 4 marzo 2010

Che Italia sarà?


È terminato con un pareggio, 0 a 0, l’ultimo test premondiale della nazionale di calcio. Contro il Camerun non è stata una partita entusiasmante. Ritmi bassi e poche emozioni in un match che, collocato in un periodo caldo della stagione calcistica, ha regalato poche emozioni. Lippi ha dovuto rinunciare a diversi elementi che sicuramente faranno parte della lista dei 23. Fuori Buffon, Zambrotta, Grosso, Gilardino e Camoranesi il c.t. ha potuto sperimentare nuove soluzione sia a livello tattico che individuale. Soprattutto Bonucci e Cossu, tra i nuovi, hanno fornito indicazioni interessanti. Il difensore del Bari ha contenuto bene Eto’o, stella degli africani, e si è mostrato a proprio agio sia nel primo tempo con la difesa a tre che nella ripresa quando gli azzurri sono tornati all’antico ristabilendo la linea a quatto. Un esordio convincente che permette a Bonucci di avanzare la propria candidatura al ruolo di quarto centrale difensivo. Già sicuri del posto Chiellini, Cannavaro e Legrottaglie, dopo l’infortunio di Gamberini e il rifiuto di Nesta Lippi potrebbe aver trovato nel giovane difensore di Ventura la pedina mancante.


Degna di nota anche la prova di Cossu. Il centrocampista del Cagliari ha offerto buone giocate soprattutto nel primo tempo dove ha partecipato molto alla manovra degli azzurri. Lippi al termine della gara lo ha elogiato evidenziando nel piccolo centrocampista sardo quelle doti di dribbling e di verticalizzazione che ne fanno un adeguato vice-Camoranesi. Se davvero l’oriundo non dovesse recuperare in tempo per il mondiale potrebbe essere proprio Cossu l’elemento in grado di sostituirlo sia a livello tattico che tecnico. Nel Cagliari solitamente Allegri schiera Cossu dietro due attaccanti, classico trequartista di un centrocampo a rombo. All’occorrenza però il giocatore sardo ha saputo ricoprire bene anche il ruolo di interno di centrocampo. Lippi lo ha schierato largo a sinistra nel tridente con licenza di accentrarsi. Un elemento duttile quindi al quale manca solo un pizzico di esperienza in campo internazionale.

Le note stonate della gara vengono soprattutto dall’attacco. Attualmente le punte eleggibili stanno vivendo un periodo di appannamento. Gilardino dopo un ottimo inizio sta un po’ tirando il fiato ed accusando qualche acciacco. Pazzini non sta più segnando con la continuità di inizio stagione. Toni, tornato in Italia proprio per riconquistare l’azzurro, è alle prese con fastidiosi problemi muscolari. Ieri sera si è rivisto Borriello. Il centravanti del Milan in campionato è un fattore. Sta segnando con continuità e assicura tanto lavoro per la squadra. La speranza è che possa conservare questo stato di forma fino a giugno. Iaquinta è finalmente pronto a rientrare dopo un lungo stop, Totti è ancora in dubbio. E se Lippi decidesse di sorprendere tutti pescando il classico jolly. Rossi nel 1982 e Schillaci a Italia 90 furono le sorprese che lasciarono il segno. La storia potrebbe ripetersi anche in Sudafrica.


Luca Paradiso

mercoledì 3 marzo 2010

Lippi sceglie la difesa a tre. È solo un esperimento?


Nell’ultima amichevole premondiale il c.t. Marcello Lippi ha deciso di rispolverare la difesa a tre. Nella gara contro il Camerun Bonucci, Cannavaro e Chiellini formeranno la linea arretrata, sugli esterni Maggio e Criscito. Saranno quindi ben cinque i difensori in campo questa sera. Maggio infatti nelle precedenti apparizioni è sempre stato schierato come terzino. Dei cinque solo Bonucci è abituato a giocare con un sistema diverso. Il Bari di Ventura schiera infatti 4 difensori in linea. Con l’avvento di Zaccheroni la Juve ha iniziato a utilizzare la linea a tre, alternandola con quella a quattro. Proprio questo cambiamento tattico che coinvolge la squadra maggiormente rappresentata in nazionale può aver spinto Lippi a sperimentare un modulo tattico diverso che, all’occorrenza, potrà essere utile.

La mancanza di alternative ai vari Grosso e Zambrotta, fermi ai box da tempo e lontani dalla forma del 2006, spinge Lippi a sperimentare. È l’ultima occasione per farlo prima delle partite vere, quelle del dentro o fuori. Il fatto che sempre più squadre nel nostro campionato preferiscono giocare con tre difensori centrali (Genoa, Napoli, Juve) rappresenta un’inversione di tendenza. Erano anni ormai che le squadre di vertice avevano nella linea a quattro un punto fisso. Due centrali e due terzini fluidificanti per coprire meglio il campo ed avere spinta sulle fasce.

La carenza di esterni offensivi di ruolo eleggibili per il Sudafrica potrebbe imporre l’abbandono del classico 4-4-2. In Germania sugli esterni giocarono prevalentemente Camoranesi e Perrotta, quest’ultimo un centrocampista adattato all’occorrenza. Il disastro in Confederation cup nell’estate scorsa ha fatto accantonare per il momento l’idea del 4-3-3. Il recupero di Borriello potrebbe però essere utile anche per riproporre questo modulo, lo stesso adottato dal Milan. L’incognita Totti pesa anche in chiave tattica. Se decidesse di dire si il capitano della Roma potrebbe essere quella seconda punta adatta a giocare alle spalle di un centravanti forte fisicamente (Gila o Borriello). E se Cossu, già elogiato dal presidente di Laporta, dovesse ben figurare e convincere Lippi di avere tra le mani un giocatore di talento? Sono ancora tanti i punti interrogativi che circondano la nazionale a soli tre mesi dal torneo mondiale. La gara di questa sera potrebbe fornire indicazioni utili.


Luca Paradiso

martedì 2 marzo 2010

Cento giorni all'alba


Mancano esattamente 100 giorni al mondiale, il primo in terra d'Africa. Sono passati già quattro anni dall'esperienza tedesca che ci vide, per la quarta volta, alzare la Coppa. Saranno 3 mesi all'insegna dei dubbi, delle polemiche e delle esclusioni eccellenti. Perché ogni commissario tecnico dovrà necessariamente fare delle scelte e individuare i 23 più idonei a comporre la rosa mondiale.

Lippi dovrà sciogliere gli ultimi dubbi. Se almeno 16/17 giocatori sono già sicuri di far parte della spedizione azzurra, in questi ultimi mesi di campionato coloro che ambiscono a vedere il proprio nome nella fatidica lista dovranno mostrare sul campo di meritare la convocazione. E come spesso accade il c.t. dovrà fronteggiare la stampa sempre pronta ad appoggiare il calciatore di turno. Nel 2002 fu la volta di Roberto Baggio, invocato da tutti ma ignorato dal Trap, quest’anno chi sarà? Sicuramente un attaccante. Solo i goleador o i giocatori di grande classe (Beccalossi nel 1982) hanno la capacità di infiammare questo tipo di discussioni. Tramontato il partito pro Cassano, ormai ai margini anche nella Samp, sembra essere Balotelli il nome più invocato. Le sue ultime prestazioni lo hanno reso l’indiziato numero uno per il ruolo di ventitreesimo. Sarebbe una ventata d’aria fresca in una nazionale in là con l’età, un attaccante in grado di ricoprire più ruoli e bravo ad entrare anche a partita in corso. Lippi non gli ha ancora chiuso la porta, ma ha fatto capire che difficilmente super Mario sarà in Sudafrica. Il c.t. non ama giocatori dal carattere un po’ “particolare”, ma soprattutto non sopporta certe campagne mediatiche. Ha le sue idee e le porta avanti anche, molto spesso, in maniera impopolare.


Anche Maradona e Dunga hanno i loro problemini. Il pibe de oro ormai ci ha abituato a scelte impopolari. Nelle ultime convocazioni ha sistematicamente ignorato Zanetti e Cambiasso, colonne dell’Inter, e solo di recente ha ripescato Samuel, difensore di assoluto livello in grado di dare una sistemata a una difesa altrimenti non proprio ermetica. Dunga sa che comunque dovrà rinunciare a qualche big. Ronaldinho, Adriano, Pato, Ronaldo, chi sarà nella lista? Il Gaucho milanista ammirato negli ultimi mesi sembra tornato su ottimi livelli, Adriano ha ripreso a segnare con una certa frequenza, seppur nel campionato brasiliano, Pato è il giovane già campione che gli infortuni hanno un po’ escluso negli ultimi tempi e che rischia di non rientrare nei 23. E poi Ronaldo, per i brasiliani è il calcio e un mondiale senza il Fenomeno sarebbe un sacrilegio.

Anche Capello ha i suoi pensieri. Fuori Cole per infortunio con Bridge, sua riserva, deciso a rinunciare alla nazionale per la nota querelle con Terry, Don Fabio dovrà inventarsi il terzino sinistro. Altro dubbio sarà quello del portiere. Chi difenderà la porta della nazionale di sua Maestà. L’Inghilterra è una squadra fortissima ma proprio nell’estremo difensore ha una debolezza.

E infine la Francia. Domenech, alla sua ultima esperienza sulla panchina dei blues, ci ha ormai abituato a convocazioni strambe, Mexes e Frey ne sanno qualcosa.


Luca Paradiso

lunedì 1 marzo 2010

L’incertezza regna sovrana


Nei maggiori campionati europei è ancora aperta la lotta per il titolo. Siamo appena a marzo ed è sicuramente troppo presto per avere dei verdetti definitivi ma in Italia, Spagna, Inghilterra e Germania la situazione al vertice della classifca vede diverse squadre racchiuse in pochi punti.


In Italia l’Inter ha saputo ripartire dopo tre pareggi consecutivi e vincendo a Udine ha dato un segnale importante al campionato. In emergenze soprattutto difensiva i nerazzurri si sono affidati agli uomini di maggiore qulaità per vincere. Balotelli, Maicon e Milito hanno messo al firma sul 2 a 3 finale. Il Milan staccato di soli 4 punti rimane sempre in corsa. I rossoneri vincendo il recupero di Firenze e liquidando al pratica Atalanta si candidano ad essere il concorrente numero 1 nella lotta al tricolore. Pareggiando a Napoli la Roma invece si allontana dalla vetta. Sono 7 i punti di distacco dal’Inter. Domenica prossima è in programma la sfida tra gli uomini di Ranieri e il Milan. Una gara fondamentale in chiave classifica.

In Inghilterra il Chelsea ha rimediato una brutta sconfitta interna contro il Manchester City. Nella partita che vedeva di fronte Mancini e Ancelotti, ma soprattutto Terry e Bridge i citizens si sono imposti con un sonoro 4 a 2. Le doppiette di Tevez, Bellamy e Lampard hanno fissato il risultato finale e hanno permesso allo United di accorciare a -1 il distacco. La squadra di Ferguson non ha giocato in campionato ma è stata impegnata nella finale di Carling Cup vinta 2 a 1 contro l’Aston Villa grazie alla rete decisiva del solito Rooney. Anche l’Arsenal si tiene in corsa. I gunners, dopo la vittoria esterna contro lo Stoke city sono a soli 3 punti dal Chelsea. Il calendario sembra sorridere agli uomini di Wenger che nel girone di ritorno hanno già affrontato United, Chelsea e Liverpool.

In Spagna la lotta per la Liga è una questione tra Barcellona e Real Madrid. L’11 di Guardiola ha superato con un po’ di fatica il Malaga per 2 a 1. Al vantaggio di Pedro ha risposto all’81’ Valdo. Ma all’84’ un’invenzione di Xavi ha permesso a Dani Alves di servire a Messi l’assist giusto. Ampia vittoria del Real Madrid contro il Tenerife. La doppietta di Higuain, Kakà, Raul e Ronaldo sono gli autori delle 5 reti che tengono i blancos a -2 dal Barca. Più staccate le altre con il Valencia a guidare il gruppo che si lotterà i posti utili per la prossima Champions League.

In Germania il Bayern Monaco completa l’operazione rimonta e approfittando del pari del Leverkusen balza solo in vetta alla Bundesliga con 2 punti di vantaggio. Contro l’Amburgo decide una rete di Ribery. Al terzo posto lo Schalke 04 mantiene invariato il distacco di 4 punti. Tre squadre in corsa per la vittoria finale, ma il Bayern di Van Gaal dopo l’inizio stentato ha saputo recuperare e si candida al ruolo di grande favorita.


Luca Paradiso