La dirigenza della Juventus ha scelto. Non sarà Prandelli il prossimo allenatore della Vecchia Signora. A meno di clamorose svolte il tecnico di Orzinuovi, dopo i dissapori con Diego Della Valle, avrebbe deciso di continuare la propria avventura con i viola rispettando quel contratto che lo lega fino al 2011 alla società gigliata. Il cuore ha prevalso e l’affetto dimostrato dal popolo del Franchi ha convinto il mister a non accettare la corte della Juventus. Questione di cuore, come molto spesso è successo nella carriera di Prandelli.
Il blog che tratta di calcio e di tutto ciò che ruota intorno allo sport più amato: Serie A, coppe europee, campionati stranieri, calciomercato, approfondimenti tattici, competizioni tra nazionali
Pagine
mercoledì 14 aprile 2010
lunedì 12 aprile 2010
Zero tituli?
E se la “profezia” gli si rivoltasse contro? Lo scorso anno Mourinho lasciò di stucco l’intero mondo pallonare con la famosa conferenza stampa da cui nacque lo slogan “zero tituli”. L’Inter era appena stata eliminata dalla Champions ma comandava saldamente il campionato. Il tecnico di Setubal di fronte alle critiche piovute addosso alla squadra incapace di primeggiare anche in Europa coniò l’espressione più spiritosa e più usata dal suo sbarco in Italia.
venerdì 9 aprile 2010
El clasico decide la Liga
Sabato sera al Santiago Bernabeu va in scena ‘El clasico’, il match più prestigioso e atteso del campionato spagnolo. È la gara decisiva per l’assegnazione del titolo di campeon. Il castigliano Real contro il catalano Barcellona, due culture, due modi diversi di intendere il calcio. Le squadre sono appaiate in vetta con 77 punti. A 7 gare dalla fine passa tutto da questo match. Una vittoria dell’una o dell’altra squadra potrebbe indirizzare in maniera definitiva lo sprint finale. Real e Barca hanno dato vita sin dalla prima giornata a un testa a testa emozionante e serrato, un campionato nel campionato. Sempre vicinissimi i due club si sono alternati in vetta senza però mai accennare la fuga. Il Real viene da una striscia di vittoria impressionante, in casa sono ben 15. Il Barcellona invece ha confermato in Champions di attraversare un ottimo stato di forma. I blaugrana sono la squadra più forte e spettacolare del calcio continentale. Xavi, Iniesta, Ibra, Dani Alves, Henry e soprattutto Messi: campioni al servizio del collettivo.
giovedì 8 aprile 2010
Le inglesi salutano la Champions
E le inglesi? Tutte eliminate. Non succedeva dal 2003 che nelle quattro semifinaliste di Champions League non ci fosse neppure una squadra di Sua Maestà. Nelle edizioni 2007, 2008 e 2009 ben tre squadre britanniche giunsero in semifinale. L’eliminazione del Manchester United invece, clamorosa per il modo in cui è maturata, sembra quasi chiudere un ciclo, una consuetudine. Le quattro partecipanti all’edizione 2010 della Champions, le fab four per motivi diversi hanno terminato la loro corsa. Adesso tocca a Liverpool e Fulham, in Europa League, tenere alta la bandiera del calcio d’Oltremanica.
martedì 6 aprile 2010
Il Barcellona è battibile? L’Arsenal ci prova
Non esistono squadre insuperabili. Non lo era il Milan degli invincibili, né il Real dei galacticos, tanto meno lo è il Barcellona di Messi. I blaugrana sono una squadra dall’altissimo tasso tecnico in grado di produrre un possesso palla snervante per gli avversari che, costretti a rincorrere i sapienti tocchi di Xavi e Iniesta, rischiano un torello prolungato. Ne sa qualcosa Wenger. Il tecnico dei gunners nell’andata dei quarti di Champions, all’Emirates, ha sperimentato sulla propria pelle quelle caratteristiche che hanno reso la squadra di Guardiola la più bella espressione del calcio moderno. Sei giorni fa, almeno nei primi 45 minuti fu un monologo blaugrana. Ben 15 tiri nella porta di Almunia e un predominio totale. Ma nessun gol. Al Barcellona piace specchiarsi. Fino allo scorso anno con Eto’o avevano quel finalizzatore implacabile che dentro l’area di rigore era in grado di capitalizzare tutta la mole di gioco prodotta. Quest’anno con Ibra hanno migliorato in fisicità e tecnica ma hanno aggiunto alla rosa un altro solista, un prestigiatore della sfera, un attaccante atipico molto meno bomber del camerunense ora all’Inter.
venerdì 2 aprile 2010
Premier e Bundesliga: si decide tutto
Turno pasquale, gare decisive. Non siamo ancora al momento dei verdetti finale ma il prossimo turno potrebbe dare indicazioni importante nell’assegnazione dei titoli nazionali inglese e tedesco.
giovedì 1 aprile 2010
Milito e Ibra: storie incrociate di due bomber tanto diversi
Il mago e il principe hanno modi diversi di giocare. Il primo inventa calcio, tenta la giocata raffinata, per palati fini, l’altro invece è essenziale quanto spietato, un cecchino, forse il più pericoloso attaccante in circolazione negli ultimi 16 metri. Uno è svedese, nordico, distaccato. Nelle sue vene scorre sangue bosniaco e croato. È cresciuto nell’Ajax, fucina di talenti. È maturato nella Juve ed è esploso nell’Inter. Non ha mai messo radici e alla prima occasione ha fatto le valigie verso Barcellona, nuovo eldorado calcistico. L’altro è argentino, figlio di emigrati italiani. È giunto tardi nel calcio che conta ma dovunque ha giocato ha lasciato il segno e realizzato tanti gol. Genova lo ama e Milano è ai suoi piedi. Ci ha messo pochissimo a far dimenticare Ibra.
Iscriviti a:
Post (Atom)







